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Pressemitteilung


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EU-Regierungen müssen Seenotrettung fortsetzen und sich auf Verteilung einigen

Operation Sophia


Die Europäische Union wird bis auf Weiteres keine Flüchtlinge mehr im Mittelmeer retten. Operation Sophia zur Rettung von Flüchtlingen wurde ausgesetzt, weil sich die EU-Mitgliedstaaten nicht auf einen Verteilschlüssel für die Aufnahme von Geflüchteten und Migranten einigen können und die italienische Regierung ein Veto gegen die Verlängerung der EU-Rettungsaktion vor der libyschen Küste eingelegt hat.

 

Ska Keller, Vorsitzende der Grünen/EFA-Fraktion im Europäischen Parlament und Spitzenkandidatin der Europäischen Grünen Partei für die Europawahlen, kommentiert:

„Das Aus für Operation Sophia zur Rettung von Flüchtlingen bedeutet das Ende der Seenotrettung in Europa. Es ist eine unerträgliche Schande, dass Tausende von Flüchtlingen vor den Küsten Europas sterben. Die EU-Mitgliedstaaten machen sich mitschuldig an ihrem Tod, wenn sie die Seenotrettung jetzt völlig einstellen.

Die EU-Regierungen Mitgliedstaaten dürfen vor den Rechtspopulisten in Italien nicht einknicken. Sie müssen die Seenotrettung fortsetzen und sich endlich auf eine gerechte Verteilung von Flüchtlingen in der Europäischen Union einigen. Die Dauerblockade von EU-Ländern wie Polen oder Ungarn darf nicht das Aus für ein faires Verteilungssystem und die Seenotrettung bedeuten. 

Die Bundesregierung muss gemeinsam mit anderen Mitgliedstaaten bei der Verteilung fürs Erste ohne die Blockierer vorangehen. Nichtregierungsorganisationen, die Flüchtlinge retten, leisten einen wichtigen Beitrag zur Rettung von Menschenleben und dürfen nicht weiter kriminalisiert und an Rettungsaktionen gehindert werden. Langfristig müssen die Europäische Union und ihre Mitgliedstaaten ein ziviles europäisches Seenotrettungsprogramm aufbauen.“

I governi dell'UE devono continuare i salvataggi in mare e concordare la ridistribuzione

Operazione Sophia


D´ora in avanti, l'Unione europea non salverà più alcun rifugiato nel Mediterraneo. L'operazione Sophia per il salvataggio dei rifugiati è stata sospesa perché gli Stati membri dell'UE non riescono ad accordarsi su una soluzione relativa alla ripartizione per l'accoglienza dei rifugiati e dei migranti e il governo italiano ha posto il veto al prolungamento dell'operazione di soccorso dell'UE al largo delle coste libiche.

Ska Keller, Presidente del gruppo Verde/Alleanza Libera Europea al Parlamento europeo e capolista del Partito Verde Europeo per le elezioni europee, commenta:

"La fine dell'operazione Sophia per il recupero dei rifugiati significa la fine dei salvataggi in mare in Europa. È una vergogna intollerabile che migliaia di rifugiati muoiano al largo delle coste europee. Gli Stati membri dell'Unione europea si rendono complici della loro morte, se ora interrompono completamente queste azioni di soccorso. 

I governi degli Stati membri dell'Unione europea non devono piegarsi ai populisti di destra in Italia. Devono continuare con i salvataggi in mare e trovare finalmente un fronte comune su un'equa distribuzione dei rifugiati nell'Unione europea. Il blocco permanente di Paesi dell'Unione europea come la Polonia o l'Ungheria non deve significare la fine di un sistema di distribuzione equo e di recupero dei naufraghi. 

Gli Stati membri disponibili ad accogliere i rifugiati devono per il momento procedere insieme nella ridistribuzione, senza coloro che ne bloccano i progressi. Le organizzazioni non governative che soccorrono i rifugiati forniscono un importante contributo al salvataggio di vite umane e non devono essere ulteriormente criminalizzate o ostacolate nello svolgimento delle operazioni di recupero. A lungo termine, l'Unione europea e i suoi Stati membri devono istituire un programma europeo civile di salvataggio marittimo". 

Marco Affronte, eurodeputato del gruppo Verde/Alleanza Libera Europea al Parlamento europeo, dichiara:

"La sospensione dell'operazione Sophia è una rappresentazione perfetta dell'ipocrisia vigente in Europa, che si piega ai voleri del governo giallo-nero. Un'operazione senza mezzi in mare, e quindi senza possibilità di salvare le persone, è completamente inutile. Dove sono la solidarietà, le porte aperte, la tradizione di accoglienza di cui ci riempiamo la bocca? I governi non avrebbero mai dovuto avallare questo pasticcio, ma purtroppo fa comodo a tutti ridurre gli sbarchi in campagna elettorale. È il solito metodo "lontano dagli occhi, lontano dal cuore" che denuncio da quattro anni e che continua sempre uguale a se stesso, dagli accordi con la Turchia e quelli con la Libia, fino a questo accordicchio pre-elettorale".