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david pisnoy

Pressemitteilung


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Dieselgate der Chemieindustrie

Chemieskandal



Chemieunternehmen in der Europäischen Union haben Jahre lang ungeprüft Hunderte Chemikalien auf den Markt gebracht, die im Verdacht stehen, Krebs hervorzurufen, die Fruchtbarkeit zu beeinträchtigen und die Entwicklung ungeborener Kinder zu hemmen. Das Europäische Umweltbüro hat heute eine Studie des Bundesinstituts für Risikobewertung und des Bundesumweltamts veröffentlicht, die aufzeigt, dass ein Drittel der 1.814 Chemikalien, die seit dem Jahr 2010 in der Europäischen Union hergestellt oder importiert wurden, gegen die Europäische Chemikalien-Verordnung REACH verstoßen und nach EU-Recht illegal sind.

Nur 31 Prozent der Chemikalien sind legal, ein weiteres gutes Drittel muss weiter untersucht werden. Die Chemikalien sind unter anderem in Spielzeug, Farben, Verpackungen, Möbeln und Baumaterial enthalten. Das Bundesinstitut für Risikobewertung und das Bundesumweltamt hatten die Studie bereits am 23. August 2018 veröffentlicht, die Ergebnisse blieben bisher weitgehend unbeachtet.

 

Martin Häusling, Mitglied im Umweltausschuss des Europäischen Parlaments, kommentiert:

 „Das Dieselgate der Chemieindustrie lässt in einen Abgrund von Kontrollversagen blicken. Die besten EU-Gesetze bringen nichts, wenn sie nicht durchgesetzt werden, Arbeitsverweigerung bei der Rechtsdurchsetzung macht Gesundheitsschutz wertlos. Die Bundesregierung muss strenge Kontrollen und Zulassungen durchsetzen und hohe Strafen gegen die Chemiekonzerne verhängen. Chemikalien, die nicht nachweislich unbedenklich sind, müssen binnen drei Monaten vom Markt.

 

Rebecca Harms, Mitglied im Umweltausschuss des Europäischen Parlaments, ergänzt:

 „Die Europäische Chemikalien-Verordnung REACH und die Europäische Chemikalienagentur sind wichtige Errungenschaften der europäischen Gesundheits- und Umweltpolitik. Die Chemieunternehmen beschädigen die Glaubwürdigkeit der europäischen Gesetzgebung. Die Europäische Kommission darf Rechtsbruch nicht durchgehen lassen und muss die Branche stärker beaufsichtigen. Die Europäische Chemikalienagentur muss Prüfung und Zulassung von Chemikalien strenger kontrollieren. Chemiegiganten stehen nicht über dem Recht und der Gesundheit.

 

Hintergrund

Das Europäische Umweltbüro ist der Dachverband von über 140 Umweltorganisationen in der Europäischen Union mit Sitz in Brüssel.

REACH Compliance Project “Availability of Health and Environmental Data for High Tonnage Chemicals under REACH” – Data Quality of Environmental Endpoints in Registrations

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un "remake" del Dieselgate

Industria chimica / Violazioni della legislazione


Da anni le aziende chimiche sono in grado di commercializzare centinaia di prodotti senza prima fornire alle autorità competenti dati normativi sulla loro tossicità, fertilità o sviluppo neurologico...
Quasi un terzo delle sostanze chimiche presenti sul mercato UE dal 2010 sono potenzialmente pericolose per la salute umana e in violazione della legislazione UE. Solo il 31% è conforme al regolamento REACH. L'ultimo terzo deve ancora essere studiato a fondo.

Questi risultati allarmanti sono stati stabiliti dall'indagine dettagliata triennale condotta dall'UBA (l'Agenzia federale tedesca per l'ambiente) e dal Bfr (l'Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi, tra gli altri, interrogato nella sua valutazione dei rischi del glifosato). È stato presentato in un workshop lo scorso agosto e annunciato il 25 settembre.
Venerdì 12 ottobre, l'Ufficio europeo dell'ambiente (EEB) lancia l'allarme su questa relazione che non è stata notata.

Dichiarazione di Marco AFFRONTE, membro Verdi/ALE della Commissione Ambiente al Parlamento europeo:

"Il diffuso fallimento delle autorità pubbliche e le gravi violazioni dei loro obblighi nei confronti di un'industria gangster sono gli ingredienti principali di questo nuovo scandalo, che è simile ad un remake di Dieselgate per l'industria chimica.

La facilità con cui questa industria ha potuto commercializzare i suoi prodotti senza dover rispettare le leggi è sconcertante. Ancora una volta, sembra che la Commissione europea, gli Stati membri e l'ECHA siano stati quanto meno leggeri di fronte ad una situazione allarmante e non siano stati in grado di garantire il rispetto della legislazione o, a fortiori, la protezione dei cittadini.

Non bastano le decine di migliaia di morti all'anno per malattie cardio-circolatorie dovute all'inquinamento a far agire di conseguenza i nostri amministratori pubblici. In Italia la situazione è estremamente confusa, con provvedimenti contrastanti, blocchi del traffico poi smentiti, cancellazione delle domeniche a piedi e Sindaci che procedono in ordine sparso. Il risultato, grottesco, è che non si difende la salute pubblica e al contempo si crea tensione con i cittadini che si sentono presi in giro: sono loro i primi, infatti, ad aver subito il raggiro del Dieselgate e a trovarsi, oggi, con la macchina che deve stare ferma in garage, i polmoni pieni di smog e le opzioni costituite dal trasporto pubblico non all'altezza di essere davvero alternativa.

Oggi conosciamo tutti le conseguenze disastrose per la salute dell'esposizione alle sostanze chimiche: tumori, disturbi del sistema ormonale, malattie respiratorie, problemi di fertilità, ritardi nello sviluppo..... La mancata azione o la mancata punizione sarebbe criminale. Non possiamo continuare ad accettare che la legge sia sistematicamente vista come un "onere amministrativo" che ostacola la competitività. Questa mitologia è insostenibile. Non solo non protegge gli europei e il nostro ambiente, ma ostacola anche il dinamismo economico e l'innovazione».

* il regolamento "Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche" è entrato in vigore il 1° giugno 2007

Un escándalo a la altura del Dieselgate

Industria química / Infracción de la legislación


Durante años, las empresas químicas han podido comercializar cientos de productos sin proporcionar previamente a las autoridades competentes datos reglamentarios sobre su toxicidad, fertilidad o desarrollo neurológico. Casi un tercio de las sustancias químicas presentes en el mercado de la UE desde 2010 son potencialmente peligrosas para la salud humana y constituyen una violación de la legislación de la UE. Sólo el 31% cumple con la normativa REACH (1). El último tercio aún necesita ser investigado a fondo.

Estos resultados alarmantes fueron establecidos por la investigación detallada (2) realizada durante 3 años por la MBU (la Agencia Federal Alemana de Medio Ambiente) y el BfR (el Instituto Federal Alemán para la Evaluación de Riesgos, entre otros, cuestionado en su evaluación de riesgos de glifosato). El informe pasó desapercibido cuando fue presentado en un taller el pasado mes de agosto y anunciado el 25 de septiembre. Ha sido hoy, 12 de octubre, cuando la Oficina Europea de Medio Ambiente (OEMA) ha dado la voz de alarma.

 

Declaraciones de Florent Marcellesi, eurodiputado de EQUO en el grupo Verdes/ALE:

"La gravedad de este escándalo está a la altura del Dieselgate. El fracaso generalizado de las autoridades públicas y el incumplimiento grave de sus obligaciones con respecto a una industria mafiosa son los principales ingredientes de este nuevo escándalo.

La facilidad con la que esta industria ha podido comercializar sus productos sin cumplir con las leyes es desconcertante. Una vez más, parece que la Comisión Europea, los Estados miembros y la Agencia Europea de Productos Químicos (ECHA) han sido, como mínimo, leves ante una situación alarmante y no han sido capaces de garantizar el cumplimiento de la legislación para la protección de los ciudadanos.

Todos sabemos hoy en día las desastrosas consecuencias para la salud de la exposición a sustancias químicas: cánceres, trastornos del sistema hormonal, enfermedades respiratorias, problemas de fertilidad, retrasos en el desarrollo. El no actuar o no castigar sería un delito. No podemos seguir aceptando que la ley se considere sistemáticamente como una "carga administrativa" que obstaculiza la competitividad. Esta visión cortoplacista es insostenible: además de no proteger a los europeos y a nuestro medio ambiente, obstaculiza el dinamismo económico y la innovación".

 

(1) El Reglamento "Registro, evaluación, autorización y restricción de las sustancias y preparados químicos", que entró en vigor el 1 de junio de 2007.

(2) El informe de la Agencia Federal Alemana de Medio Ambiente puede consultarse aquí: https://www.bfr.bund.de/cm/349/reach-compliance-workshop-at-the-bfr.pdf?_cldee=a2ltLm1hcnNoYWxsQGNoZW1pY2Fsd2F0Y2guY29t&recipientid=lead-b6a6f4e0c0e0e71180fa005056952b31-2147d0d8b66b4849aeda0aff7a176a1c&esid=359b995b-d4c6-e811-8105-005056952b31