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Pressemitteilung


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Parlamentswahlen in Italien

Kommentar von Ska Keller


bei den Parlamentswahlen in Italien haben die europaskeptischen Parteien des Mitte-Rechts-Bündnisses des ehemaligen Ministerpräsidenten Silvio Berlusconi und die Fünf-Sterne-Partei zusammen über 50 Prozent der Stimmen bekommen. Die Sozialdemokraten von Ministerpräsident Paolo Gentiloni und Parteichef Matteo Renzi wurden abgestraft.

Ska Keller, Vorsitzende der Grünen/EFA-Fraktion im Europäischen Parlament, kommentiert:

„Die Europäische Union ist noch nicht über den Berg. Der Wahlsieg des Pro-Europäers Emmanuel Macron hat keine Trendwende eingeleitet. Bei den Europawahlen 2019 wird darauf ankommen, die  Europäische Union als Kraft für die Bürger zu stärken. Die CDU sollte überdenken, wen sie zu ihren Parteifreunden zählt. Wie in Österreich machen Koalitionen mit Rechtspopulisten die Konservativen als Europafreunde unglaubwürdig.“

Reaction of the Greens/EFA presidents

Italian elections


Greens/EFA president Philippe Lamberts:

"In a country in which 30% are at risk of poverty or social exclusion and 35% of young people are unemployed, it can be no surprise that so many have turned their back on the political mainstream. It was always clear that leaving Italy alone to deal with such a disproportionate share of the migration problem was cruel. Now we can see it was also politically short-sighted.

"The European People's Party needs to seriously consider who it wishes to call friends. This isn't the first time they have chosen to cosy up to the far right. As was the case in Austria, their alliance with the far-right makes a complete mockery of the values they claim to represent and robs them of any pro-EU credentials."

Greens/EFA president Ska Keller:

"Clearly, the European Union is not out of the woods yet. Despite recent victories by pro-EU forces, this result shows there is no room for complacency. The upcoming European elections will be essential in strengthening the European Union as a force for good in citizens' lives."

Reazioni del Gruppo Verdi/ALE

Elezioni italiane


Philippe Lamberts, co-presidente del Gruppo Verdi/ALE al Parlamento Europeo commenta così i risultati:

"In un Paese dove il 30% delle persone è a rischio povertà o di esclusione sociale e dove la disoccupazione giovanile è al 35% non c'è da meravigliarsi se in molti hanno girato le spalle alla politica tradizionale. E' stato sempre chiaro che lasciare l'Italia da sola con un problema enorme come quello della migrazione sia stato crudele. E ora vediamo bene che è stato anche politicamente poco lungimirante. Il Partito Popolare Europeo dovrebbe considerare attentamente chi decide di chiamare “amici”. Non è la prima volta che si accompagnano all'estrema destra. Come nel caso dell'Austria, la loro alleanza con l'estrema destra ha fatto sfacelo dei valori europei che pretendono di rappresentare e toglie al PPE ogni credenziale di forza pro-europeista."

Ska Keller, co-presidente del Gruppo Verdi/ALE al Parlamento Europeo commenta così i risultati:

"Chiaramente, l' Unione europea non è ancora fuori dal tunnel. Nonostante le recenti vittorie delle forze pro-UE, questo risultato dimostra come non ci sia spazio per sedersi sugli allori. Le prossime elezioni europee saranno essenziali per presentare una visione di un'Unione europea che possa davvero essere una forza positiva per la vita dei cittadini."

Marco Affronte, eurodeputato italiano del Gruppo Verdi/ALE commenta così:

"Il risultato dovrebbe essere preso in serissima considerazione dalle Istituzioni Europee: dalle urne arriva una fortissima richiesta di cambiamento rivolta all'Europa. E' indifferente quale Governo avremo davanti: ignorare il messaggio e continuare ad etichettare Lega e Movimento 5 Stelle come "populismo" non farà altro che continuare a contribuire alla crescita di queste forze politiche. Siccome noi, come Gruppo Verdi nel Parlamento Europeo, continuiamo a considerare l'Unione Europea nel destino del nostro Continente, dobbiamo cominciare a lavorare fortemente per riformare e cambiare l'Europa per avvicinarla alle persone, ai loro bisogni, alla loro richiesta di trasparenza, flessibilità e umanità - rispondendo alle loro speranze e alle loro paure. L'incontestabile successo di queste forze, che considererei più "nazionaliste" e "anti-sistema", ci dicono che gli italiani sono stanchi di questo tipo di Europa. E non possiamo considerare che questo genere di segnali arriva da differenti Paesi: dalla Brexit alla Catalunya, da Le Pen all'AFD in Germania, a fortissimo messaggio arriva qui a Bruxelles: cambiare o morire."


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