Pressemitteilung


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Soziales Europa rückt enger zusammen

Kindergeld/EU-Arbeitsagentur


Kürzungen des Kindergelds für Eltern, deren Kinder in einem anderen EU-Mitgliedstaat leben, als die Eltern arbeiten, wird es mit dem Sozialausschuss des Europäischen Parlaments nicht geben. Am heutigen internationalen Tag der Kinderrechte stimmte die große Mehrheit der Abgeordneten gegen die Indexierung des Kindergels. Konservative und Liberale wollten das Kindergeld kürzen, wenn Eltern in einem anderen EU-Land arbeiten, als ihre Kinder leben. Polnische Arbeitnehmer in Deutschland hätten nach diesem Vorschlag das gleiche Geld in das deutsche Sozialversicherungssystem eingezahlt, wie deutsche Arbeitnehmer, aber für ihre in Polen lebenden Kinder weniger Kindergeld herausbekommen. Eine Indexierung hätte auch bedeutet, dass deutsche Eltern, die in einem EU-Land wie Schweden arbeiten, weniger Kindergeld für ihre in Deutschland lebenden Kinder bekommen hätten. 

 

Eine europäische Arbeitsagentur soll die Rechte vom Arbeitnehmern stärken, in allen EU-Mitgliedstaaten Untersuchungen zu Briefkastenfirmen, betrügerischen Geschäftsmodellen und Scheinselbstständigkeit durchführen und bei grenzüberschreitenden Konflikten über Mobilität von Arbeitnehmern zwischen nationalen Behörden vermitteln.

 

Terry Reintke, sozialpolitische Sprecherin der Grünen/EFA-Fraktion im Europäischen Parlament, kommentiert:

 

„Das soziale Europa rückt näher zusammen. Die große Mehrheit der Abgeordneten des Sozialausschusses macht bei dem Versuch der Konservativen und Liberalen nicht mit, eine Neiddebatte anzustacheln und ungleiche Lebensverhältnisse in der Europäischen Union gegeneinander auszuspielen. Es muss gleiche Leistung bei gleichen Beiträgen geben.

 

Eine Europäische Arbeitsagentur soll Arbeitnehmerrechte stärken und Betrug aufdecken. Starke Arbeitnehmerrechte überall in der Europäischen Union erfüllen das Versprechen des sozialen Europas.“

 

Hintergrund

Die Verhandlungen des Europäischen Parlaments mit dem Rat und der Europäischen Kommission („Trilog“) über die Vorschläge für Verordnungen zu sozialer Sicherheit und zur Europäischen Arbeitsagentur können beginnen, sobald der Rat seine Position gefunden hat. 

Verso un'Europa più sociale

Assegni familiari / Agenzia per l'impiego dell'UE


Secondo la commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) del Parlamento europeo, non ci saranno tagli agli assegni familiari per i genitori i cui figli vivono in uno Stato membro dell'UE diverso da quello in cui lavorano i genitori. Oggi, in occasione della giornata internazionale dei diritti dei bambini, una maggioranza progressiva di deputati ha votato a favore del rispetto delle norme vigenti in materia di assegni familiari per coloro che lavorano in un altro Stato membro, vale a dire che i lavoratori con figli continueranno a ricevere gli stessi assegni familiari nel paese in cui lavorano, a differenza degli assegni familiari adeguati al costo della vita in cui vivono i loro figli.* I gruppi conservatori e liberali volevano tagliare gli assegni familiari per i genitori che lavorano in un paese dell'UE diverso dal proprio, cosa che avrebbe avuto ripercussioni drammatiche sulla vita delle persone in tutto il continente.

La commissione ha inoltre votato per rendere il sistema di sicurezza sociale più rapido, più sicuro e meno burocratico per i singoli individui quando cambiano paese di occupazione all'interno dell'Unione europea.

La commissione ha votato, su un fascicolo separato, a favore della creazione di un'Agenzia europea per l'occupazione, volta a garantire una migliore attuazione della legislazione comunitaria pertinente, a rafforzare i diritti dei lavoratori, a condurre indagini in tutti gli Stati membri dell'UE su società di comodo, modelli aziendali fraudolenti e lavoro autonomo fittizio, e a mediare tra le autorità nazionali nei conflitti transfrontalieri sulla mobilità dei lavoratori.

Jean Lamberts, portavoce del gruppo Verdi/ALE del Parlamento europeo per l'occupazione e la politica sociale, commenta:

"I deputati progressisti sono riusciti a respingere i tentativi dei conservatori e dei liberali di contrapporre le disparità delle condizioni di vita nell'Unione europea. Ci deve essere parità di retribuzione per contributi uguali, non una corsa al ribasso.

"Un'Agenzia europea per l'occupazione garantirà che i lavoratori possano beneficiare pienamente dei diritti di cui godono ai sensi del diritto comunitario, in quanto l'agenzia aiuterà a scoprire le frodi e i comportamenti scorretti. Il rafforzamento dei diritti dei lavoratori in tutta l'Unione europea contribuisce a mantenere la promessa di un'Europa per i cittadini".


*Revisione del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e del regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.