Glyphosate
Chafer Machinery (CC BY 2.0)

Press release


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Ramazzini Institute pilot study shows adverse health effects from doses considered safe

Glyphosate


The Ramazzini Institute has today presented the first results of a pilot study on glyphosate, which indicate that the substance has serious adverse health effects, including on sexual and reproductive health. The pilot forms part of a wide study, aimed for completion by 2022, corresponding to the start of the glyphosate authorisation renewal process in the EU. The findings of the study were presented this morning at a press conference in Brussels, alongside Greens/EFA co-president Philippe Lamberts and Greens/EFA MEP Marco Affronte.

Dr. Fiorella Belpoggi, Director of the Istituto Ramazzini’s Research Area, comments:

“Today we can state that even at thresholds considered safe and under a relatively brief exposure period (in terms of equivalent age in man, from embryonic life to 18 years of age), glyphosate and its formulations are capable of altering certain significant biological parameters. In light of these results, it is absolutely necessary to deepen the investigation on reproduction and development, and to acquire independent data on carcinogenesis. Only thus will the European Parliament be able, in 2022, to take decisions based on the solid basis on independent science. We very much hope that, in addition to helping us with economic support, EU Institutions will want to take part in the Technical Scientific Board that will manage the course of the study at the premises of our labs."

Greens/EFA co-president Philippe Lamberts comments:

"With the European Parliament currently assessing the authorisation procedure for pesticides, this is a timely contribution to the debate around the potential dangers of glyphosate. The early results suggest that glyphosate can have serious impacts on human health. It is important that these worrying findings are followed up on, and any further warning signs taken into account when the EU license for glyphosate comes up for renewal."

Greens/EFA MEP Marco Affronte adds:

“It is essential that greater weight is placed on independent scientific studies than those commissioned by industry. Potential conflict of interest cast doubt on EU authorisation procedures. This is not only an issue of the health of our citizens and their environment, but also one of institutional credibility. If we want to ensure the public has faith in decision-making in Brussels, it needs to be made much more robust and transparent.”

About the study:

  • Three peer-reviewed accepted manuscripts from the pilot phase of the Global Glyphosate Study are available online today. The papers will be published in Environmental Health later in May.
  • The pilot study was a single-dose study on glyphosate based herbicides in rats, using the U.S. Environmental Protection Agency’s acceptable daily dietary exposure level of glyphosate. It focused on the newborn, infancy and adolescence phases of life. The results reveal that glyphosate based herbicides were able to alter certain important biological parameters, mainly relating to sexual development, genotoxicity and the alteration of the intestinal microbiome.
  • The pilot study involved the participation of multiple Institutions and Universities in Europe and the U.S and was funded by 30,000 members of the public in Italy, who are associates of the Ramazzini Institute cooperative. A crowd-funding campaign has been launched to help support a long-term comprehensive Global Glyphosate Study, which following these results is now urgently required.

View the study here.

Recording of the press conference.

Effetti avversi sulla salute a dosi ritenute sicure - È necessario approfondire l’indagine

Risultati dello studio pilota dell'Istituto Ramazzini sul glifosato


L’Istituto Ramazzini ha presentato al Parlamento Europeo, in una conferenza stampa organizzata dal Gruppo Greens/EFA il 16 Maggio 2018, i primi risultati dello studio pilota sul glifosato, l’erbicida più diffuso in agricoltura (consumo stimato globale in circa 825.000 tonnellate/anno).

Dichiarazione della Dott.ssa Fiorella Belpoggi, Direttrice dell’Area Ricerca dell’Istituto Ramazzini:

“Per approfondire e chiarire gli aspetti scientifici più critici emersi sul glifosato e i suoi formulati durante il processo di autorizzazione UE, conclusosi nel novembre 2017. L’Istituto Ramazzini ha preferito non entrare nella discussione, ma rispondere in maniera scientifica, mettendo a punto un disegno sperimentale integrato, da svolgere in 2-3 anni. Con tale disegno vengono monitorati molteplici parametri rilevanti per la salute umana, dagli effetti sullo sviluppo, alla neurotossicità, all’interferenza endocrina e infine anche alla cancerogenicità. Lo studio dovrebbe concludersi prima del prossimo processo di rinnovo dell’autorizzazione nel 2022 e fornire una base solida per una decisione basata su dati scientifici indipendenti.

Una prima fase sperimentale si è svolta presso il nostro Istituto a partire dal 2016. Tale studio pilota, i cui risultati sono stati presentati oggi, ha indagato la tossicità del glifosato e dei suoi formulati in diversi periodi della vita (neonatale, infanzia e adolescenza). Il glifosato ed un suo formulato commerciale sono stati testati entrambi ad una sola dose, corrispondente alla dose giornaliera ammissibile di glifosato attualmente consentita negli Stati Uniti, pari a 1,75 mg/Kg/bw. Partners dello studio sono stati l’Università di Bologna (Facoltà di Agraria, Veterinaria e Biostatistica), l’Istituto Tumori di Genova, l’Istituto Superiore di Sanità, la Mount Sinai Ichan School of Medicine, New York, (NY), e la George Washington University, Washington, DC, (USA).

Possiamo oggi affermare che il glifosato e i suoi formulati, anche a dosi  ritenute  sicure  (ADI  USA)  e  per  un  periodo espositivo  relativamente  breve  (in  termini  di  età  equivalente  nell’uomo,  dalla  vita embrionale  ai  18  anni  di  età),  sono  in  grado  di  alterare  alcuni  parametri biologici  di  rilievo.  

Fra questi citiamo:  un’alterazione dello sviluppo sessuale soprattutto nelle femmine trattate. Nei ratti trattati sia maschi che femmine si sono evidenziate alterazioni statisticamente significative del microbioma intestinale, in particolare durante il periodo dello sviluppo. Per quanto riguarda la genotossicità, si è osservato un aumento statisticamente significativo dei micronuclei nei ratti trattati con il formulato, in particolare nel primo periodo di vita. I ratti trattati con glifosato puro o con formulato hanno mostrato nelle urine livelli di glifosato e del suo principale metabolita (AMPA) molto simili, senza differenze significative nell’assorbimento ed escrezione di glifosato fra i due gruppi trattati; è stato inoltre osservato un effetto di bioaccumulo del glifosato, proporzionale al tempo di trattamento. Oggi sono pubblicati sulla prestigiosa rivista Environmental Health i risultati sul microbioma intestinale e sui biomarker espositivi. I risultati sullo studio dei parametri riproduttivi e di genotossicità sono attualmente in fase di peer review e pubblicati presto.

Alla luce di questi risultati è assolutamente necessario approfondire l’indagine sulla riproduzione e lo sviluppo e acquisire dati indipendenti sulla cancerogenesi. Solo in questo modo nel 2022 il Parlamento Europeo potrà prendere decisioni basate su solide basi scientifiche indipendenti. Auspichiamo che, oltre ad aiutarci per un supporto economico, le Istituzioni vogliano partecipare al Board Tecnico Scientifico che controllerà la conduzione dello studio presso i nostri laboratori.”

Dichiarazione di Marco Affronte, membro della Commissione ENVI, membro indipendente del gruppo dei Verdi/ALE :

“Lo dico con una punta di orgoglio emiliano-romagnolo: avere qui oggi il Ramazzini è una grande soddisfazione per noi. È essenziale che nel processo di valutazione della pericolosità delle sostanze per le quali viene chiesta l’autorizzazione all’uso o alla commercializzazione in Europa gli studi scientifici indipendenti assumano un’importanza molto superiore agli studi sponsorizzati da aziende. Oggi non è così, e questo possibile conflitto di interessi rischia di inquinare i risultati. E’ una questione di sicurezza per le persone e per l’ambiente, ma anche di credibilità istituzionale: la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni Europee è già ai minimi storici. Quando escono alla luce del sole casi come quelli delle pagine della re-autorizzazione del Glifosato interamente copiate dall’application della stessa Monsanto è ovvio che allontaniamo le persone dalla politica e li induciamo a non fidarsi di quanto viene deciso a Bruxelles. Per ricostruire un’Europa solida è invece essenziale un rapporto di fiducia e stima reciproca. Noi Greens, faremo di tutto anche nella Commissione Speciale PEST perché il processo di approvazione sia più trasparente ed efficace.”