Press release


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Towards a more social Europe

Child benefit/EU Employment Agency


There will be no cuts in child benefit for parents whose children live in an EU Member State other than that in which the parents work, according to the European Parliament's Employment and Social Affairs (EMPL) Committee. Today, on International Children's' Rights Day, a progressive majority of MEPs voted to stick to existing rules around child benefits for those working in a different Member States, namely that workers with children will continue to receive the same child benefits in the country where they work, as opposed to child benefits adjusted to the living costs where their children live.* Conservative and liberal groups wanted to cut child benefit when parents work in an EU country other than their own, which would have dramatically affected the lives of people across the continent.


The committee also voted to make the social security system quicker, safer and less bureaucratic for individuals when they change their country of employment within the EU.


The committee voted, on a separate file, in favour of creating a European Employment Agency, designed to ensure the better implementation of relevant EU legislation, strengthen workers' rights, conduct investigations in all EU Member States into letterbox companies, fraudulent business models and bogus self-employment, and mediate between national authorities in cross-border conflicts over workers' mobility.


Jean Lamberts, Employment and Social Policy spokesperson for the Greens/EFA group in the European Parliament, comments:


"Progressive MEPs have managed to fend off Conservative and Liberals' attempts to pit unequal living conditions in the European Union against each other. There must be equal pay for equal contributions, not a race to the bottom.


"A European Employment Agency will ensure that workers can fully benefit from their existing rights under EU law, as the agency will help uncover fraud and wrong doing. Stronger workers' rights throughout the European Union helps fulfil the promise of a Europe for citizens".

 

*Revision of Regulation (EC) No 883/2004 of the European Parliament and of the Council of 29 April 2004 on the coordination of social security systems and Regulation (EC) No 987/2009 of the European Parliament and of the Council of 16 September 2009 laying down the procedure for implementing Regulation (EC) No 883/2004 on the coordination of social security systems.

 

Verso un'Europa più sociale

Assegni familiari / Agenzia per l'impiego dell'UE


Secondo la commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) del Parlamento europeo, non ci saranno tagli agli assegni familiari per i genitori i cui figli vivono in uno Stato membro dell'UE diverso da quello in cui lavorano i genitori. Oggi, in occasione della giornata internazionale dei diritti dei bambini, una maggioranza progressiva di deputati ha votato a favore del rispetto delle norme vigenti in materia di assegni familiari per coloro che lavorano in un altro Stato membro, vale a dire che i lavoratori con figli continueranno a ricevere gli stessi assegni familiari nel paese in cui lavorano, a differenza degli assegni familiari adeguati al costo della vita in cui vivono i loro figli.* I gruppi conservatori e liberali volevano tagliare gli assegni familiari per i genitori che lavorano in un paese dell'UE diverso dal proprio, cosa che avrebbe avuto ripercussioni drammatiche sulla vita delle persone in tutto il continente.

La commissione ha inoltre votato per rendere il sistema di sicurezza sociale più rapido, più sicuro e meno burocratico per i singoli individui quando cambiano paese di occupazione all'interno dell'Unione europea.

La commissione ha votato, su un fascicolo separato, a favore della creazione di un'Agenzia europea per l'occupazione, volta a garantire una migliore attuazione della legislazione comunitaria pertinente, a rafforzare i diritti dei lavoratori, a condurre indagini in tutti gli Stati membri dell'UE su società di comodo, modelli aziendali fraudolenti e lavoro autonomo fittizio, e a mediare tra le autorità nazionali nei conflitti transfrontalieri sulla mobilità dei lavoratori.

Jean Lamberts, portavoce del gruppo Verdi/ALE del Parlamento europeo per l'occupazione e la politica sociale, commenta:

"I deputati progressisti sono riusciti a respingere i tentativi dei conservatori e dei liberali di contrapporre le disparità delle condizioni di vita nell'Unione europea. Ci deve essere parità di retribuzione per contributi uguali, non una corsa al ribasso.

"Un'Agenzia europea per l'occupazione garantirà che i lavoratori possano beneficiare pienamente dei diritti di cui godono ai sensi del diritto comunitario, in quanto l'agenzia aiuterà a scoprire le frodi e i comportamenti scorretti. Il rafforzamento dei diritti dei lavoratori in tutta l'Unione europea contribuisce a mantenere la promessa di un'Europa per i cittadini".


*Revisione del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e del regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.