Glyphosate
Chafer Machinery (CC BY 2.0)

Communiqué de presse


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"Le glyphosate et herbicides dérivés modifient certains paramètres biologiques significatifs, y compris à des doses officiellement considérés comme sûres".

Glyphosate/ Résultats de l’étude pilote de l’institut Ramazzini


L'Institut Ramazzini a choisi le groupe Verts-ALE pour présenter devant la presse les premiers résultats de son étude pilote mondiale sur le glyphosate.

Cette étude s’inscrit dans un projet scientifique global et indépendant qui devrait être achevé avant 2022, autrement dit, avant le début du processus de renouvellement de l’autorisation du glyphosate.

Cette étude à long terme visant à étudier les effets du glyphosate, et des herbicides dérivés, sous les angles du développement, de la neurotoxicité, des perturbations endocriniennes et de la cancérogénicité est inédite. Son objectif est de fournir des données scientifiques indépendantes sur lesquelles fonder une décision impartiale des autorités publiques quant à l’utilisation du glyphosate et herbicides en comprenant.

Lien vers l'étude Ramazzini : https://glyphosatestudy.org/global-glyphosate-study-pilot-phase/

Déclaration de Philippe Lamberts, Président du groupe Verts-ALE :

 "Notre groupe est honoré d’avoir été choisi par l'Institut Ramazzini pour la présentation d'une étude pilote aussi importante. C’est une reconnaissance de la valeur de notre travail. C’est aussi un encouragement à poursuivre notre action pour que prévalent la santé et l’environnement mais aussi la transparence et le respect du travail scientifique. »

Déclaration du Professeure Fiorella Belpoggi, directrice du département Recherche de l'Istituto Ramazzini :

« Même à des seuils considérés comme sûrs, le glyphosate et les formules d’herbicides en comportant modifient certains paramètres biologiques significatifs y compris sur des périodes relativement courtes. A la lumière des résultats obtenus, il est nécessaire d'approfondir la recherche sur la reproduction et le développement mais aussi d'acquérir des données indépendantes sur la cancérogenèse. Ce n'est qu'à cette condition que les pouvoirs publics disposeront de bases scientifiques solides leur permettant de fonder leurs décisions. Nous espérons qu'en plus d’un soutien financier, les institutions de l'UE accepteront de participer au Conseil scientifique qui suivra le déroulement de notre étude. »

Déclaration de Michèle RIVASI, coordinatrice au sein de la Commission spéciale sur le processus d’autorisation des pesticides au sein de l’UE (PEST) :

« Nous avons atteint les limites d’un système qui ne permet plus de protéger efficacement les citoyens des risques liés à la commercialisation de substances chimiques nocives. Notre groupe a demandé une enquête parlementaire sur le processus d’autorisation des pesticides au sein de l’UE pour analyser et corriger les dysfonctionnements actuels. Nous savons que ceux-ci sont en partie liés à des conflits d’intérêts en raison du rôle prédominant de l’industrie dans le processus d’évaluation. Il est urgent de rétablir un équilibre permettant de renouer avec la confiance des citoyens et de s'orienter en fonction de l'intérêt général . »

 

Effetti avversi sulla salute a dosi ritenute sicure - È necessario approfondire l’indagine

Risultati dello studio pilota dell'Istituto Ramazzini sul glifosato


L’Istituto Ramazzini ha presentato al Parlamento Europeo, in una conferenza stampa organizzata dal Gruppo Greens/EFA il 16 Maggio 2018, i primi risultati dello studio pilota sul glifosato, l’erbicida più diffuso in agricoltura (consumo stimato globale in circa 825.000 tonnellate/anno).

Dichiarazione della Dott.ssa Fiorella Belpoggi, Direttrice dell’Area Ricerca dell’Istituto Ramazzini:

“Per approfondire e chiarire gli aspetti scientifici più critici emersi sul glifosato e i suoi formulati durante il processo di autorizzazione UE, conclusosi nel novembre 2017. L’Istituto Ramazzini ha preferito non entrare nella discussione, ma rispondere in maniera scientifica, mettendo a punto un disegno sperimentale integrato, da svolgere in 2-3 anni. Con tale disegno vengono monitorati molteplici parametri rilevanti per la salute umana, dagli effetti sullo sviluppo, alla neurotossicità, all’interferenza endocrina e infine anche alla cancerogenicità. Lo studio dovrebbe concludersi prima del prossimo processo di rinnovo dell’autorizzazione nel 2022 e fornire una base solida per una decisione basata su dati scientifici indipendenti.

Una prima fase sperimentale si è svolta presso il nostro Istituto a partire dal 2016. Tale studio pilota, i cui risultati sono stati presentati oggi, ha indagato la tossicità del glifosato e dei suoi formulati in diversi periodi della vita (neonatale, infanzia e adolescenza). Il glifosato ed un suo formulato commerciale sono stati testati entrambi ad una sola dose, corrispondente alla dose giornaliera ammissibile di glifosato attualmente consentita negli Stati Uniti, pari a 1,75 mg/Kg/bw. Partners dello studio sono stati l’Università di Bologna (Facoltà di Agraria, Veterinaria e Biostatistica), l’Istituto Tumori di Genova, l’Istituto Superiore di Sanità, la Mount Sinai Ichan School of Medicine, New York, (NY), e la George Washington University, Washington, DC, (USA).

Possiamo oggi affermare che il glifosato e i suoi formulati, anche a dosi  ritenute  sicure  (ADI  USA)  e  per  un  periodo espositivo  relativamente  breve  (in  termini  di  età  equivalente  nell’uomo,  dalla  vita embrionale  ai  18  anni  di  età),  sono  in  grado  di  alterare  alcuni  parametri biologici  di  rilievo.  

Fra questi citiamo:  un’alterazione dello sviluppo sessuale soprattutto nelle femmine trattate. Nei ratti trattati sia maschi che femmine si sono evidenziate alterazioni statisticamente significative del microbioma intestinale, in particolare durante il periodo dello sviluppo. Per quanto riguarda la genotossicità, si è osservato un aumento statisticamente significativo dei micronuclei nei ratti trattati con il formulato, in particolare nel primo periodo di vita. I ratti trattati con glifosato puro o con formulato hanno mostrato nelle urine livelli di glifosato e del suo principale metabolita (AMPA) molto simili, senza differenze significative nell’assorbimento ed escrezione di glifosato fra i due gruppi trattati; è stato inoltre osservato un effetto di bioaccumulo del glifosato, proporzionale al tempo di trattamento. Oggi sono pubblicati sulla prestigiosa rivista Environmental Health i risultati sul microbioma intestinale e sui biomarker espositivi. I risultati sullo studio dei parametri riproduttivi e di genotossicità sono attualmente in fase di peer review e pubblicati presto.

Alla luce di questi risultati è assolutamente necessario approfondire l’indagine sulla riproduzione e lo sviluppo e acquisire dati indipendenti sulla cancerogenesi. Solo in questo modo nel 2022 il Parlamento Europeo potrà prendere decisioni basate su solide basi scientifiche indipendenti. Auspichiamo che, oltre ad aiutarci per un supporto economico, le Istituzioni vogliano partecipare al Board Tecnico Scientifico che controllerà la conduzione dello studio presso i nostri laboratori.”

Dichiarazione di Marco Affronte, membro della Commissione ENVI, membro indipendente del gruppo dei Verdi/ALE :

“Lo dico con una punta di orgoglio emiliano-romagnolo: avere qui oggi il Ramazzini è una grande soddisfazione per noi. È essenziale che nel processo di valutazione della pericolosità delle sostanze per le quali viene chiesta l’autorizzazione all’uso o alla commercializzazione in Europa gli studi scientifici indipendenti assumano un’importanza molto superiore agli studi sponsorizzati da aziende. Oggi non è così, e questo possibile conflitto di interessi rischia di inquinare i risultati. E’ una questione di sicurezza per le persone e per l’ambiente, ma anche di credibilità istituzionale: la fiducia dei cittadini nei confronti delle Istituzioni Europee è già ai minimi storici. Quando escono alla luce del sole casi come quelli delle pagine della re-autorizzazione del Glifosato interamente copiate dall’application della stessa Monsanto è ovvio che allontaniamo le persone dalla politica e li induciamo a non fidarsi di quanto viene deciso a Bruxelles. Per ricostruire un’Europa solida è invece essenziale un rapporto di fiducia e stima reciproca. Noi Greens, faremo di tutto anche nella Commissione Speciale PEST perché il processo di approvazione sia più trasparente ed efficace.”