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Press release


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EU-Libya migration deal has wrong focus

Commission must focus on protecting human rights


This Wednesday, the European Commission announced proposals for preventing refugees from travelling to the EU from Libya. Under the proposals, EU resources would be deployed to prevent sea crossings from Libya to the EU and to manage Libya's borders.

Commenting on the proposal, Green migration spokesperson Jean Lambert said:

"We are deeply concerned to see the Commission again prioritising keeping people in need of protection outside the EU's borders. If the Commission really wants to save lives, they should focus on establishing legal and safe routes to the EU for those in need of protection and ensuring the humane treatment of asylum seekers in the EU.

"These plans amount to an externalisation of the EU's responsibilities to protect refugees to countries such as Libya and Niger, Egypt, Tunisia and Algeria. Even with the recent increase in arrivals, the EU still hosts only a tiny fraction of the world's refugees. Proposals like this only serve to fuel the false narrative that Europe is being swamped with refugees, making it much harder to convince our citizens that the EU can play a meaningful role in addressing the current problems.”

Green migration spokesperson Judith Sargentini added:

"We already know that detained refugees and migrants in Libya have been subjected to torture, forced labour, and sexual violence, and other horrific human rights violations. Given what we know of the conditions in Libya, Europe cannot with good conscience pursue such a deal.

"It is frustrating that another deal with a third country is being pursued without giving the European Parliament its right to democratic oversight, as was also the case with the deals with Turkey, Afghanistan and Mali."

Flüchtlingsdeal mit Libyen

EU-Kommission untergräbt Menschenrechte


An diesem Mittwoch hat die Europäische Kommission einen Bericht veröffentlicht, in dem sie die Leitlinien für einen Flüchtlingdeal mit Libyen beschreibt. Die von der EU anerkannte Regierung Libyens soll Geld und eine Ausbildung der Armee erhalten und im Gegenzug Flüchtlingsboote abfangen und an die libysche Küste schleppen. Dazu sagt Ska Keller, die Vorsitzende und flüchtlingspolitische Sprecherin der Grünen/EFA-Fraktion im Europäischen Parlament:

"Mit dem Libyen-Deal setzt die Europäische Kommission einen weiteren Stein in die Mauer zur Abwehr von Flüchtlingen und macht sich in Menschenrechtsfragen unglaubwürdig. Die Lebensbedingungen für Flüchtlinge in Libyen sind katastrophal: Misshandlungen stehen für Flüchtlinge auf der Tagesordnung. Dass die EU-Kommission zur Flüchtlingsabwehr dreckige Deals mit Libyen anstrebt, ist inakzeptabel.

Anstatt unmoralische Geschäfte zu betreiben, muss die EU-Kommission weiter daran arbeiten, dass Flüchtlinge fair in der Europäischen Union verteilt werden und sie muss Möglichkeiten schaffen, legal und sicher nach Europa einzureisen."

Réfugiés

Un nouveau deal inacceptable


La Commission européenne a publié aujourd’hui ses propositions visant à empêcher les réfugiés de quitter la Libye pour rejoindre l'UE. L'objectif est de déployer des ressources de l'UE pour éviter les traversées en mer et gérer les frontières libyennes.

Réaction d’Eva JOLY, membres Verts-ALE de la Commission Justice et affaires intérieures

« Une fois de plus, la Commission donne la priorité au maintien en dehors de nos frontières des personnes qui doivent être protégées. Si elle voulait vraiment sauver des vies, elle chercherait d'abord à instaurer des voies d’accès légales et sécurisées vers l'Europe pour les réfugiés et s’assurerait de garantir un traitement humain des demandeurs d'asile au sein de l'Union européenne.

"L’UE externalise ses responsabilités en matière d'accueil des réfugiés vers des pays comme la Libye, le Niger, l'Égypte, la Tunisie et l'Algérie, tout en sachant que les réfugiés et migrants détenus en Libye sont victimes de torture, de travail forcé, de violences sexuelles et d'autres violations des droits humains. L’Union européenne ne peut consentir à un tel accord. D’autant plus que, comme pour la Turquie et l’Afghanistan, le Parlement européen n’a pas été consulté et n’est donc pas en mesure d’exercer son droit de contrôle démocratique. »

La coscienza e i migranti

Comunicato stampa di Marco Affronte


Ciclicamente, l’Europa si ricorda che ai suoi confini c’è una massa di persone disperate che chiede di poter vivere in pace. E cosa fa? S’inventa di tutto per far sì che questa possibilità venga loro negata. In fondo, la vita è una tombola, e se t’è toccato di nascere dalla parte sbagliata del Mondo non ci si può fare niente.

Davvero l’Europa non può fare altro che pagare la Turchia per fare il lavoro sporco, o lavarsi la coscienza con qualche decina di milioni di aiuti umanitari? Non credo proprio.

Non è nemmeno fine gennaio, e nel Mediterraneo ci sono già stati tanti morti quanti nelle stragi di Parigi, Nizza e Berlino messe assieme. Solo in mare, senza contare quelli della rotta balcanica. Ma non ho visto titoloni sui giornali:

https://missingmigrants.iom.int/ (questo sito tiene in tempo reale la macabra contabilità)


Eppure soltanto ieri la Commissione Europea, con l’Alto rappresentante Federica Mogherini, ha concluso un accordo bilaterale con la Libia (http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-134_it.htm) o forse sarebbe meglio dire “con una delle Libie” data la situazione politica del Paese africano.

Ma noi crediamo che, anziché illudersi che questo genere di accordi possa davvero funzionare, la Commissione dovrebbe prima di tutto garantire dei corridoi di immigrazione sicuri per i rifugiati, prevedendo un sistema legale e controllato di ingressi in Europa che non ponga a rischio le vite delle persone. Ancora una volta siamo qui a dire che gli Accordi di Dublino vanno stracciati e riscritti (è passato un anno: http://www.marcoaffronte.it/2015/06/26/migranti-laccordo-e-un-brodino-caldo/) e che le cifre di cui si discute sono ridicole: l’Europa ospita appena il 6% dei rifugiati MONDIALI, pur avendo una popolazione di mezzo miliardo di persone. L’Uganda, per fare un esempio, ospita circa gli stessi rifugiati nonostante abbia un decimo della nostra popolazione, e lo fa dando loro una chance di vivere (http://italia.reteluna.it/it/uganda-una-diversa-gestione-degli-immigrati-PQtQ.html).

Secondo me, l’avevo già detto alcuni mesi fa (http://www.marcoaffronte.it/2016/03/08/migranti-laberrante-trattativa-ue-turchia/pagare altre nazioni perché facciano il lavoro sporco tenendocelo lontano dagli occhi è un sistema aberrante, che non risolve nulla. E ci espone, inoltre, al ricatto delle nazioni coi quali chiudiamo questi patti: perché secondo voi l’Europa è così indifferente a quanto sta combinando Erdogan in Turchia? Perché il Presidente turco può sempre minacciarci di riaprire la rotta dei migranti… Inoltre già sappiamo che in Libia i migranti sono stati soggetti a torture, abusi sessuali, violenze (https://www.hrw.org/news/2016/12/14/libya-end-horrific-abuse-detained-migrants)… Quello concluso ieri dalla Commissione è un patto col Diavolo! E tutto, naturalmente, è stato fatto senza coinvolgere il Parlamento Europeo, dunque i rappresentanti dei cittadini, nella decisione.