Ai deputati europei dei Verdi/EFA è negato il pieno accesso al centro di detenzione di Gjader
Albania/Migrazione
Oggi una delegazione di deputati europei del Gruppo dei Verdi/EFA ha visitato il centro di detenzione per migranti di Gjader, in Albania. La delegazione non ha potuto effettuare un’ispezione adeguata del centro e ha trovato il personale poco collaborativo.
Questo modello rappresenta un ulteriore passo verso l’esternalizzazione delle strutture per migranti e richiedenti asilo a scapito dei diritti umani. Il gruppo dei Verdi/EFA nutre serie obiezioni di natura giuridica, pratica e relative ai diritti fondamentali nei confronti di tali centri.
Cristina Guarda, eurodeputata e membro della Delegazione al comitato parlamentare di stabilizzazione e di associazione UE-Albania, commenta:
“Insieme al Tavolo Asilo e Immigrazione abbiamo effettuato un’ispezione a sorpresa al CPR di Gjader in Albania voluto da Giorgia Meloni. Veniamo qui, non a caso, a pochi giorni dall'approvazione del Regolamento sui rimpatri che rende legali le deportazioni delle persone migranti in paesi terzi in Europa.
“Questo centro esiste da poco più di un anno. E già in soli 48 giorni dall'apertura, il registro ufficiale degli operatori interni contava 54 eventi critici, tra cui gravi atti di autolesionismo e tantativi di suicidio. In un mese ci sono stati sei tentati suicidi.
“Le persone detenute qui sono completamente abbandonate a loro stesse. Invece di investire in integrazione e accoglienza stiamo finanziando con i nostri soldi un modello di deportazione e di disumanità di Stato, che hanno anche il coraggio di chiamare “soluzione” europea.
“Noi continueremo a essere qui, a vedere, a denunciare. E a combattere perché nessun diritto fondamentale diventi negoziabile in Europa.”
Per saperne di più:
Questa settimana, gli eurodeputati dei Verdi/EFA Tineke Strik, Cristina Guarda, Daniel Freund, Jutta Paulus, Nicu Stefanuta e Anna Strolenberg si trovano in Albania e incontreranno attivisti ambientalisti, manifestanti e rappresentanti della società civile a seguito delle recenti proteste contro la proposta di distruzione dell’area protetta di Vjosa-Narta. Non esitate a contattarci se desiderate parlare con i nostri eurodeputati.

