Fishing boat
© Lya_Cattel

Press release


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North Sea plans are unsustainable and at odds with Common Fisheries Policy

Fishing


The Greens/EFA group has condemned the decision of the majority of MEPs to back fishing legislation without guaranteeing meaningful sustainability targets.
 
MEPs voted today on the trilogue outcome on the Multiannual Management Plan for the North Sea. While the Common Fisheries Policy sets an upper limit to fishing intensity (known as F-MSY), the North Sea Plan allows fishing at higher levels than allowed under the basic regulation.

The European Commission and the Council used a dubious interpretation of the limits when negotiating the Multiannual Management Plan for the Baltic Sea, and have applied this again to the North Sea. This will result in fishing in excess of sustainable levels, and at odds with the provisions of the Common Fisheries Policy. The Greens/EFA group tabled an amendment to mitigate against this, but this was not taken.

Greens/EFA fishing policy spokesperson Linnéa Engström comments:

“This is a complete abdication of responsibility. The Common Fisheries Policy sets out much-needed limits on fishing intensity. But as long as the Council and Commission treat these ceilings as a negotiable extra, they will be meaningless.
 
“We will continue to push for sensible limits for fishing. Ultimately, it is only restraint that can safeguard fish stocks and secure the economic future of the communities dependent upon them.”

The European Parliament will also vote tomorrow on a report from Linnéa Engström, setting out proposals for controls to EU fish imports. The report calls for all imported products to comply with EU conservation and management standards and for much greater focus on the social, economic and environmental impact of fishing in Free Trade Agreements. She adds:

“We have set out a number of concrete steps that the EU can take to raise the standards that imported fish must meet, thereby helping to raise standards globally, give consumers greater confidence and guarantee a fair deal for the EU fishing industry. The sheer volume of fish imported into the EU gives it tremendous clout and we must use this market power to drive up standards across the globe.”

Un'interpretazione dubbia che porterà a una pesca superiore ai livelli sostenibili

Politica comune della pesca


Il gruppo Verdi/ALE ha criticato la decisione della maggioranza dei deputati di sostenere la legislazione sulla pesca senza garantire obiettivi di sostenibilità significativi.

Oggi i deputati al Parlamento europeo hanno votato sui risultati del trilogo relativo al piano di gestione pluriennale per il Mare del Nord. La politica comune della pesca fissa un limite massimo all'intensità di pesca (noto come F-MSY), ma non è stata attuata correttamente.

La Commissione europea e il Consiglio hanno utilizzato un'interpretazione dubbia dei limiti nel negoziare il piano di gestione pluriennale per il Mar Baltico, e lo hanno applicato nuovamente al Mare del Nord. Ciò porterà a una pesca superiore ai livelli sostenibili, in contrasto con lo spirito della politica comune della pesca. Il gruppo Verdi/ALE ha presentato un emendamento per mitigare tale situazione, ma non è stato sostenuto.

Marco Affronte, Eurodeputato del Gruppo Verdi-ALE commenta:

"Si tratta di una totale abdicazione di responsabilità. La politica comune della pesca stabilisce i necessari limiti dell'intensità di pesca. Tuttavia, finché il Consiglio e la Commissione tratteranno questi massimali come un extra negoziabile, essi non avranno alcun significato.

Continueremo a insistere su limiti ragionevoli per la pesca. In ultima analisi, solo la moderazione può salvaguardare gli stock ittici e garantire il futuro economico delle comunità che da essi dipendono."


"Domani, il Parlamento europeo vota inoltre su una relazione di Linnéa Engström - Eurodeputata del Gruppo Verdi-ALE - che contiene proposte per i controlli sulle importazioni di pesce dall'UE. La relazione chiede che tutti i prodotti importati siano conformi agli standard di conservazione e gestione dell'UE e che negli accordi di libero scambio si presti maggiore attenzione all'impatto sociale, economico e ambientale della pesca. Sono state definite delle misure concrete che l'UE può adottare per innalzare gli standard che il pesce importato deve soddisfare, dando ai consumatori maggiore fiducia e garantendo un trattamento equo al settore della pesca dell'UE.
L'enorme volume di pesce importato nell'UE gli conferisce un'enorme forza e dobbiamo usare questo potere di mercato per innalzare gli standard in tutto il mondo".


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