david pisnoy
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Un "remake" del Dieselgate

Industria chimica / Violazioni della legislazione

Da anni le aziende chimiche sono in grado di commercializzare centinaia di prodotti senza prima fornire alle autorità competenti dati normativi sulla loro tossicità, fertilità o sviluppo neurologico...
Quasi un terzo delle sostanze chimiche presenti sul mercato UE dal 2010 sono potenzialmente pericolose per la salute umana e in violazione della legislazione UE. Solo il 31% è conforme al regolamento REACH. L'ultimo terzo deve ancora essere studiato a fondo.

Questi risultati allarmanti sono stati stabiliti dall'indagine dettagliata triennale condotta dall'UBA (l'Agenzia federale tedesca per l'ambiente) e dal Bfr (l'Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi, tra gli altri, interrogato nella sua valutazione dei rischi del glifosato). È stato presentato in un workshop lo scorso agosto e annunciato il 25 settembre.
Venerdì 12 ottobre, l'Ufficio europeo dell'ambiente (EEB) lancia l'allarme su questa relazione che non è stata notata.

Dichiarazione di Marco AFFRONTE, membro Verdi/ALE della Commissione Ambiente al Parlamento europeo:

"Il diffuso fallimento delle autorità pubbliche e le gravi violazioni dei loro obblighi nei confronti di un'industria gangster sono gli ingredienti principali di questo nuovo scandalo, che è simile ad un remake di Dieselgate per l'industria chimica.

La facilità con cui questa industria ha potuto commercializzare i suoi prodotti senza dover rispettare le leggi è sconcertante. Ancora una volta, sembra che la Commissione europea, gli Stati membri e l'ECHA siano stati quanto meno leggeri di fronte ad una situazione allarmante e non siano stati in grado di garantire il rispetto della legislazione o, a fortiori, la protezione dei cittadini.

Non bastano le decine di migliaia di morti all'anno per malattie cardio-circolatorie dovute all'inquinamento a far agire di conseguenza i nostri amministratori pubblici. In Italia la situazione è estremamente confusa, con provvedimenti contrastanti, blocchi del traffico poi smentiti, cancellazione delle domeniche a piedi e Sindaci che procedono in ordine sparso. Il risultato, grottesco, è che non si difende la salute pubblica e al contempo si crea tensione con i cittadini che si sentono presi in giro: sono loro i primi, infatti, ad aver subito il raggiro del Dieselgate e a trovarsi, oggi, con la macchina che deve stare ferma in garage, i polmoni pieni di smog e le opzioni costituite dal trasporto pubblico non all'altezza di essere davvero alternativa.

Oggi conosciamo tutti le conseguenze disastrose per la salute dell'esposizione alle sostanze chimiche: tumori, disturbi del sistema ormonale, malattie respiratorie, problemi di fertilità, ritardi nello sviluppo..... La mancata azione o la mancata punizione sarebbe criminale. Non possiamo continuare ad accettare che la legge sia sistematicamente vista come un "onere amministrativo" che ostacola la competitività. Questa mitologia è insostenibile. Non solo non protegge gli europei e il nostro ambiente, ma ostacola anche il dinamismo economico e l'innovazione».

* il regolamento "Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche" è entrato in vigore il 1° giugno 2007

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