“Forever Chemical”: nuovo rapporto sui PFAS-TFA.
l gruppo dei Verdi/EFA chiede il divieto di tutti i PFAS.
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Il Gruppo dei Verdi/EFA ha presentato oggi una relazione sui risultati delle analisi del sangue effettuate prima dell’estate per misurare i livelli di contaminazione da PFAS in 110 volontari provenienti da nove paesi europei. L’analisi tossicologica ha rivelato, tra l’altro, una significativa contaminazione da TFA (acido trifluoroacetico) in tutti i partecipanti. Si tratta del livello di contaminazione più elevato mai registrato finora nell’uomo. Il gruppo dei Verdi/EFA chiede una restrizione universale sui PFAS a livello europeo, compreso il TFA. Occorre inoltre tenere in considerazione le sostanze che possono degradarsi in TFA. Oltre a misure normative volte a contrastare questo inquinamento alla fonte, il gruppo chiede che il principio «chi inquina paga» venga applicato alla bonifica dei siti contaminati dai PFAS. L’esposizione della popolazione attraverso l’ambiente rappresenta una grave preoccupazione per la salute pubblica. Lo stesso vale per i lavoratori del settore, per i quali il gruppo dei Verdi/EFA chiede misure di protezione adeguate. A giugno 2026, l'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) ha raccomandato di classificare il TFA come tossico per la riproduzione (categoria 1B): può nuocere al nascituro e compromettere la fertilità. La salute delle donne resta uno dei grandi punti ciechi della ricerca scientifica e della valutazione dei rischi chimici. Per decenni le donne sono state escluse o sottorappresentate negli studi clinici e tossicologici. Le specificità femminili, dai cicli ormonali alla gravidanza e all'allattamento, sono raramente considerate nella definizione dei limiti di sicurezza, benché siano proprio le fasi in cui l'organismo è più vulnerabile agli interferenti endocrini e in cui le sostanze possono passare al feto e al neonato. Le 46 donne in età riproduttiva coinvolte nello studio rappresentano quindi un campione prezioso in un campo in cui i dati scarseggiano. Il fatto che il TFA sia stato trovato in tutte loro, e che sia ora considerato tossico per la riproduzione, mostra quanto sia urgente colmare questo divario di conoscenze: il gruppo dei Verdi/ALE chiede che la salute riproduttiva femminile entri sistematicamente nella valutazione e nella regolamentazione dei PFAS. Link alla relazione: https://www.greens-efa.eu/en/article/study/pfas-levels-in-europeans L’eurodeputata Greens-EFA Cristina GUARDA commenta:
“Abbiamo lanciato una campagna di analisi cercando sia i PFAS più conosciuti, sia quelli che le lobby vogliono salvare sostenendo che non si accumulino nei nostri corpi. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: sangue avvelenato. Abbiamo testato 110 persone in nove Paesi europei, e in ognuna di loro abbiamo trovato il TFA, il più piccolo e indistruttibile dei PFAS. Una sostanza che l'ECHA classifica come tossica per la riproduzione.
Per questo ho voluto portare a Bruxelles 30 donne, neo mamme, in gravidanza o in cerca di un figlio o di una figlia per i test: perché sono loro, e i loro bambini, a pagare il prezzo più alto di un inquinamento che non hanno scelto. Non c'è alternativa: i PFAS vanno messi a bando, e lo stop della produzione e dell'utilizzo di queste sostanze deve essere progettato, supportato e completato. Non possiamo più aspettare, né lasciare che a pagare siamo noi.
Se Commissione e Stati membri voteranno contro il bando dei PFA saranno complici consapevoli di un crimine ambientale e sanitario.”
Ulteriori informazioni:
- Il TFA è un prodotto di degradazione di molti composti fluorurati: refrigeranti, pesticidi, medicinali e altri PFAS stessi. Estremamente mobile e persistente, è considerato il composto più piccolo della famiglia dei PFAS e si accumula con particolare facilità nell’acqua e nelle colture.
- Nel luglio di quest’anno, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha ridotto la dose giornaliera tollerabile di TFA di un fattore 3,5 sulla base degli effetti sulla tiroide osservati negli studi sugli animali.
- L’ECHA sta analizzando da tre anni una proposta di divieto universale dei PFAS. Pubblicherà la sua valutazione scientifica definitiva alla fine dell’anno. Nel 2027, la Commissione europea presenterà una proposta per limitare i PFAS sulla base di tale valutazione
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